d'Ugni

Un vino per tutti e per nessuno

Archivio della Categoria 'Presentazione'

29 March 2007

FEUDO D’UGNI

Una breve spiegazione sul nome
(è anche la controetichetta del Trebbiano)

D’UGNI. In dialetto abruzzese : "di ognuno".

Il Feudo d’Ugni era situato tra i monti della Majella.
Era un sogno che per un breve periodo trovò
compimento negli intenti e nelle opere di uomini liberi,
in quella terra bella e selvaggia
come il suo vino.

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Enoteca Regionale Abruzzese – Vinitaly

Se qualcuno di voi passasse al Vinitaly e volesse assaggiare anche qualcosa di mio, potrebbe andare allo stand dell’enoteca regionale abruzzese e chiedere il vino del Feudo d’Ugni.

D’UGNI Montepulciano
D’UGNI Trebbiano
FANTE Montepulciano

Buon assaggio!
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1 February 2007

Ma la domanda sorge spontanea

Perché un blog se poi non rispondi? Se non hai tempo di seguirlo?

mhh…
qualcuno mi ha scritto questa cosa.

Il blog è qualcosa di personale, giusto? quindi in linea di massima ci si può far quel che pare.

E io amo infinitamente la mia libertà!

Penso se dovessi mettermi qui a scrivere tutti i giorni per forza… Secondo me ci si annoierebbe a morte anche nel leggermi, invece così scrivo solo se davvero ho qualcosa da dire, quando ho voglia, quando posso, se trovo da collegarmi o se non sono troppo stanca. Fa parte della mia vita ed anche questo è ciò che comunico. In campagna, in cantina (almeno nella mia) non c’è modo di collegarsi in rete. Vivo in una casa senza TV e senza rete telefonica.

Perché un blog? Perché mi sembra comunque bello starci, ho conosciuto un sacco di persone, amici, che altrimenti non avrei mai incontrato. E’ qualcosa che comunque mi cattura, m’affascina, questo luogo così "diverso" dove sostare.
Nel mio blog sono visibile, accessibile a chiunque interessi sapere quello che riesco a fare, come faccio il vino, perché mi sono messa in testa di farlo e tutto quello che mi tocca affrontare nel cercare di riuscirci. E’ bello così, insomma quelli che ora mi seguono possono vedere la nascita di una nuova cantina, passo dopo passo, dopo caduta, dopo risollevamento, corse, salti, inciampi e fratture. Scrivo raramente perché sto ancora riassestandomi da un bel colpo, sono ancora disorganizzata ma fra poco spero di riuscire a far funzionare questo posto anche in modo da potermi aiutare.
Chi compra il mio vino saprà esattamente chi l’ha fatto, come l’ha fatto, con quanto amore l’ha fatto e quanto è stato difficile. Potrà apprezzare un prodotto e il suo produttore, o mandarli a quel paese entrambi. Ma almeno lo farà a ragion veduta.
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26 January 2007

Come andò a finire il pulcino

Quale pulcino?
Non l’ho mai saputo.
Mi ricordo di questo racconto e fantasticavo e immaginavo su cosa avesse potuto fare il pulcino prima di divenire galletto.
Era un libro da sempre presente nella libreria di casa ma non avevamo mai avuto il suo inizio: "Memorie di un pulcino". Almeno non i miei fratelli ed io. Invece mia madre lo ricordava nella casa di suo nonno …e poi non lo vide più.

Cosa significa?
Che dirò di "come andò a finire il pulcino" senza raccontare le "memorie di un pulcino" (in questo caso il pulcino sarei io) lasciando libera la fantasia di immaginare qualcosa di meglio della realtà.

Il pulcino cacciato dai ripetuti attacchi degli avvoltoi dal vecchio covo fu costretto a girovagare, malconcio com’era, in cerca di un rifugio che gli consentisse di affrontare il sopraggiungere dell’autunno e quindi l’inverno. Una volta al riparo prese  a curare le ferite sotto le tenere e spelacchiate  piume e si riposò per recuperare le energie.

All’improvviso scorse l’accenno di una penna all’estremità dell’ala sinistra, il tempo era passato e… stava crescendo! Avrebbe dovuto lavorare sodo per rafforzare i muscoli delle ali, imparare a volare, ad orientarsi, planare ed atterrare dolcemente, procurarsi il cibo, sfuggire i mille pericoli, riconoscere gli amici veri dagli altri, i nemici dai nemici pericolosi, iniziare a mettere da parte materiale per costruire il suo prossimo rifugio, affinché fosse almeno un po’ più suo.

 

 

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13 January 2007

un post per dire GRAZIE

Lontana dall’essermi tolta dai guai, queste persone mi hanno dato il loro appoggio per non farmi affondare e continuare almeno a galleggiare.

Iniziamo dalla famigghia:

I miei fratelli, in particolare Riccardo mediatore perfetto e spalla solida, a seguire Ninni ed Andrea, mia madre che era più disperata di me, vabbe’ va, pure a mia sorella Valeria che non ha fatto un granché ma che almeno stavolta non mi ha dato tutta la colpa, al mio nipotino Nicolò.

Passiamo agli amici:

 Cocola fedele compagno in tutta la vicenda, Ask e il Mago sempre fiduciosi in me, P, Donato, Manuel, Marco che ha provato a coinvolgere un paese anche se senza risultato, Danilo che mi ha scritto e caricato di energia ed al suo racconto che per fortuna ho letto solo dopo, don Emilio che m’ha prestato il furgone per quasi tre mesi, Loriano che m’ha dato un po’ di dritte, Fabrizio che alla fine di tutto ha preso i contatti per il nuovo appoggio, Roberto e Paola, Marcello, Franco, Nicolino, tutti gli amici di Nicola, Nicola, Elena, Gianna, Antonio che mi accoglie ogni volta che propongo o ripropongo qualcosa, Adriano che davvero avrebbe voluto aiutarmi e mi ha telefonato, Davide ed Anna, Ivo, Riccardo che con milioni di telefonate e complimenti ha infuso fiducia, suor Teresa, Antonietta mia cara amica che non m’abbandona mai, Stefano una presenza costante anche se lontana, Adolfo, Toni, e, se dimentico qualcuno che mi perdoni e comunque GRAZIE a tutti.

 

Un ringraziamento speciale vorrei fare ad una persona speciale che però non riesco a ritrovare.

tenterò con un identikit nella speranza di un suo riappalesarmento.

RAGAZZO ROMANO CERCASI

E’ un simpaticaccio.

Sempre molto acuto e profondo nelle osservazioni.

Ha una bella passione per il vino, una grandissima competenza a riguardo.

E’ un gentiluomo, onesto, affidabile, capace di una generosità cavalleresca. Non direi roba d’altri tempi ma d’altro stampo.

Ha un che di fanciullesco nell’animo. Ha una purezza che lo rende capace di vedere quando gli intenti degli altri sono sinceri. Di vedere nei sogni la forza vitale di un mondo che gira su un’altra ruota, anche se a fatica. E di crederci anche lui.

Quando una cosa non gli garba è schietto e trasparente a volte colpisce duramente ma lo sa fare con eleganza e in modo divertente.

Nonostante la maturità lo chiamo ragazzo per la vitalità, l’energia e la giovialità che ha.

Non lo conosco che per scrittura e solo due parole scambiante frettolosamente al telefono in un momento concitato.

 

T’ho scritto, scritto ancora e poi riscritto. Chiesto tue notizie senza riceverne e di nuovo son tornata a scriverti.

Un tale silenzio da chi non m’aspettavo m’ha fatto preoccupare.

Per fortuna t’ho poi ritrovato a commentare qua e là.

 

Vorrei, avrei voluto e vorrei tornare a parlare con te, “al di là ma molto al di là del possibile interesse” (è una frase tua se non erro).

 

Comunque sia un pensiero a te ed un abbraccio.

Grazie Carlo

 

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12 January 2007

Elevare

 

 

 Elevage  direbbero i francesi, che come sappiamo il vino lo maneggiano sapientemente …ma noi gli stiamo alle calcagna! Il vino lo si può far elevare in botte di legno, lasciare che affini sulle proprie precipitazioni o meglio sulle fecce fini. Come dire: di quello che mi è caduto addosso mi sono spogliato, la parte peggiore, la più pesante è stata levata con un travaso, quella che resta verrà invece elevata.

E così io: di tutto quanto m’è caduto addosso la peggior parte è stata tolta con un travaso, una separazione, uno spostamento della parte più fine in altro luogo.

Elevare significa letteralmente: innalzare, salire in alto.

 

Al  precipitare  segue  l’elevare.

 

Da quaggiù, dopo lo sfinimento del periodo passato, ho racimolato un po’ delle mie forze e adesso sto risollevandomi.

Insomma, dopo tutto ‘sto "bel macello" DEVO cambiare qualcosa, costruire oltre che sognare.

Per adesso sono ancora qua, di nuovo qua, e inizio ad aggrapparmi, con le mani e con i piedi per ritrovare un po’ di spazio, luce, respiro.

 

 

Che fine ha fatto il vino, com’è andata? Dove sono, cosa faccio, cosa sfascio?

Eh già! Tocca raccontarlo prima o poi.

 

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5 April 2006

blog

 INIZIAndO A CONOSCERCI  -

Beh, mi sa che inizio a capire cosa sia un blog, fino ad ora l’ho avuto disponibile ma non lo capivo. Ora inizio ad entrare nel discorso, a vedere che forma potrebbe prendere: A parte nel forum di Antonio non ho mai avuto grandi rapporti con internet, sì ho visto e visitato qualche blog di persone che frequentavano il forum ma era diverso perche’ comunque li conoscevo già attraverso altro dal loro blog. Ho preso un catorcio di PC per collegarmi quando ogni tanto torno a Pescara, perche’ dove “ho” la cantina, a Torre de’ Passeri, non ho internet ma ho portato il mio mac per far qualche lavoretto di grafica e altre piccole faccende. A San Valentino, dove ho un fazzuolo di terra, invece non ho neppure la fornitura elettrica, per il momento e per tanti altri a venire. C’e’ pero’ un rudero, casca letteralmente a pezzi, e’ sempre tutto sporco, non si riesce a sistemarlo e’ semplicemente un disastro… ma io l’adoro, e’ un posto stupendo per me, ne parlero’ un’altra volta. Lì ho preso in affitto un pezzetto di vigna abbandonato, tira furi un’uva che e’ qualcosa di incredibile, il vino si chiama Rudero. E per quanto sia qualcosa fatto da me io ancora non lo credo possibile ogni volta che l’assaggio, a quel vino deve aver messo mano qualcosa di divino davvero, ed io non c’entro nulla, l’ho soltanto lasciato fare.

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7 March 2006

Questa quartina è in parole ciò che ho fatto.

quartina 124

Mi leverò, e al Vino correrò, deciso e leggero,
E la guancia mia colorerò del colore del mosto.
A questa sciocca Ragione sferrerò sulla faccia
Un Pugno di Vino, che l’addormenti alfine a lungo sonno.

Omar Khayyâm

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